Il Mito del TORO

 

Abbiamo visto che l'Ariete rappresenta lo slancio della forza vitale che deve incarnarsi; nel Toro quello slancio si sostanzia e pone radici ben ampie.

E' il secondo segno primaverile, che s'incarica di fissare ciò che era stato appena organizzato dal segno precedente. Nel primo segno zodiacale era espressa la funzione autoaffermativa, qui è espressa quella di nutrimento, non a caso la parte anatomica corrispondente al Toro è la bocca.

Nel mito Egeo, che doveva divenire padre di Teseo aveva avuto due mogli ma dalle sue unioni non era nato alcun figlio.

Si recò in pellegrinaggio all’oracolo di Delfi e ricevette il seguente responso.” Non aprire l'otre prima di essere ad Atene”, egli non comprese il significato nascosto di quelle parole, così si recò da Pitteo, il saggio, il quale gli disse che appena arrivato ad Atene avrebbe generato il figlio desiderato, inoltre Pitteo volle anche che fosse Etra, sua figlia, a renderlo padre e così convinse Egeo a trascorrere una notte con lei. Da quell'amore sarebbe nato Teseo.

“Quando il giorno seguente l'eroe che aveva il nome di un dio del mare, si levò dal letto della ragazza, che portava il nome della luce del cielo, lasciò a lei la sua spada ed i suoi sandali.

Pose sopra questi segni di riconoscimento un'enorme pietra e rivolse ad Etra il seguente monito: se avesse partorito un figlio e questo fosse divenuto così forte da poter togliere la pietra, egli avrebbe dovuto prendere la spada ed i sandali ed andare con essi ad Atene. A questi segni Egeo avrebbe riconosciuto il figlio. Così dicendo lasciò la giovane a Trezene, che doveva essere la prima patria di Teseo.

Nel Toro s'esprime l'impulso di Venere, determinando così il senso di stabilità e di misura. In questo segno sono magnificate le forze materne e paterne, il suo glifo racchiude infatti un cerchio sovrastato da una mezzaluna, il maschile ed il femminile, il cervello sede della ragione chiarificatrice ed il cervelletto sede dell'intuizione, manca però la sincronizzazione del ponte Neurale che si realizzerà nei Gemelli con l'intervento di Mercurio.

Le forze metaboliche qui trovano l'appoggio di Venere, la Dea dell'amore e della bellezza; lo slancio vitale perde il tono passionale ed esaltante dell'Ariete e trova nella sostanza del Toro una volontà possente ma indirizzata verso valori affettivi ed edonistici.

Nell'Allegoria gli viene imposto di non dubitare mai, né di cambiar mai parere,non a caso è un segno di natura “Fissa”ed il suo compito è di consolidare” ciò che è stato intrapreso”.

Si racconta che Teseo ogni giorno cercasse di spostare la pietra; a sedici anni era cresciuto in vigore e forza, il suo carattere era fiducioso, e fu così che un giorno senza fatica alcuna sollevò il gran masso , prese i calzari e la spada e si recò ad Atene.

Quando vi giunse, ormai la fama delle sue gesta l'aveva preceduto, ma suo padre Egeo era sposato con Medea, che essendo una maga sapeva benissimo che lui era il figlio del re, e volendo impedire che il padre lo riconoscesse disse al marito che quel ragazzo sarebbe stato per lui una minaccia.

Egeo ignaro di tutto si lasciò convincere ad offrire una coppa avvelenata al giovane eroe. Teseo si presentò davanti al padre che gli porse la coppa; il giovane sguainò la spada e fu allora che Egeo si accorse che portava i suoi calzari.

Riconobbe immediatamente suo figlio e gli impedì di bere, scoprendo quindi l'inganno di Medea.

Il mito continua con la storia del Minotauro, mostro metà uomo e metà toro, che viveva nel labirinto di Creta ed al quale erano obbligati a mandare ogni sette anni sette giovani e sette giovinette come tributo dagli ateniesi vinti.

Il Minotauro dalla testa di toro rappresenta le forze istintive senza la guida del pensiero.

Teseo, nel mito, incontrerà Arianna, figlia di Minosse, re di Creta.

Arianna rappresenta “l'anima superiore” capace di illuminare il mondo delle brame dell'astrale, infatti in molte traduzioni non si parla di filo di Arianna ma del suo “diadema”, la luce con il quale aiutò Teseo a ritrovare la via del ritorno.

Qui l'elemento femminile e quello maschile operano congiuntamente, al contrario del mito precedente, l'immagine del femminile di Arianna è un' immagine di dolcezza, poichè aiuta l'eroe spinta da affetto sincero, rischiando la sua stessa vita ed opera con lui per la salvezza comune.

Venere, il pianeta dominante del segno del Toro, come stella del mattino era chiamata “Luciferina” ossia portatrice di luce, Arianna fu adorata come alter-ego di Venere, la sua azione è stata infatti quella di portare la luce con il suo diadema.

In seguito Teseo dovette abbandonare la fanciulla; nel mito si racconta che Dioniso non permise che Arianna si unisse con lui ma la volle come sua sposa.

In questo mito, attraverso le forze dell'amore di Venere, maschile e femminile operano congiuntamente.

Teseo torna solo ma è anche vero che grazie all'amore l'uno attraverso l'altro aveva realizzato la sintesi.

Teseo potrà diventare re ed Arianna la moglie di un dio.

 E Dio Disse:

" A te Toro, do il compito di consolidare 

ciò che della mia opera è stato iniziato.

Renderai stabile e prosperoso tutto ciò che ho creato per l'uomo

e gli insegnerai a costruire per me.

Sarà un compito impegnativo e faticoso,

ma perchè tu lo possa assolvere

ti dono i talenti della forza, della creatività e della pazienza.

Usali con amore e generosità

e non permettere che il tuo cuore diventi schiavo del desiderio.

Ricorda che dovrai costruire per me,

e non per il piacere di possedere.

Saranno ostinazione, desiderio e attaccamento alle cose materiali

i grandi ostacoli che dovrai superare lungo il tuo viaggio".

E lentamente il Toro tornò al suo posto."

da "La missione dei dodici eroi" di Rita Casati