Il Mito dello SCORPIONE

 

 

Lo Scorpione è il secondo segno d'acqua di natura “fissa”; mentre l'acqua del Cancro è l'acqua della vita, del liquido amniotico, quella dello Scorpione è un’acqua paludosa, rappresentata  dallo Stige, che demarcava il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti.

Questo segno simboleggia la morte e la rinascita, è il segno in cui si incontra  il piano dell'inconscio, dove insieme convivono sia l'istinto di conservazione, sia quello di morte.

E' il segno delle pulsioni primitive legate a Plutone e a Marte ( i suoi pianeti dominanti), di Eros e Thanatos, dell’autodistruzione e della trasformazione.

L'animale che lo rappresenta è lo scorpione, colui che nell'aculeo porta la possibilità di morte. Se messo in una situazione di pericolo si suicida poiché vive in sé il superamento di questa atavica paura che condiziona l'umanità. La morte, per lui, è il suo modo di uscire dal pericolo e di non subirlo.

E' l'influsso ricevuto da Marte e da Plutone che gli donano un enorme coraggio per affrontare le sfide insite nella vita, ma che a volte, possono ripercuotersi anche contro.

Questo è il segno più intenso dello zodiaco ;qui deve avvenire nell'uomo il superamento della morte e dello stato infero inconscio attraverso l'accettazione della metamorfosi che diventerà poi nei Pesci trasfigurazione.

Nel segno antecedente, la Bilancia, l'essere umano scopriva la sua funzione in mezzo agli altri .

Nello Scorpione l'uomo deve apprendere come gestire le sue pulsioni inconsce in senso creativo e non distruttivo.

La forza magnetica che si avverte in questo segno è data dal suo profondo contatto con il piano inconscio, e questa forza gli Scorpioni devono imparare a metterla al servizio dell'umanità e non finalizzarla solo per accrescere il proprio potere personale. Infatti il voler gestire le energie degli altri è il problema e la sfida che deve affrontare questo segno, per evitare che si trasformi in volontà di potere.

Per diventare uno Scorpione evoluto, dovrà affrontare onestamente la sua ombra e trasformarla in qualcosa di più luminoso e consapevole divenendo un riformatore, un saggio rivoluzionario capace di rinascere dalle proprie ceneri, come l'araba fenice, per portare nuova energia e consapevolezza al mondo.

Il percorso che deve fare lo Scorpione è il seguente : passare attraverso l'inferno e sfrecciare come un'aquila verso la conoscenza.

Il mito a lui collegato è quello di Orfeo ed Euridice.

Orfeo era il grande suonatore di lira ed Euridice era la sua compagna. Un giorno venne morsa da una vipera e morì. Orfeo disperato la cercò fin nel buio dell'Ade dove venne ricevuto dai regnanti dell'oltretomba e lì gli venne chiesto di suonare la sua lira.

Suonò così bene che Ade si commosse e gli concesse di riavere Euridice, ma ad una condizione però; tornando verso il regno dei vivi non si sarebbe dovuto voltare fino a che non fosse giunto fuori dall'oltretomba, mentre lei lo avrebbe dovuto seguire silenziosamente.

Durante il tragitto verso la luce, Orfeo non riuscì a resistere alla tentazione di vedere se realmente Euridice lo stava seguendo e si voltò .Fu così che vide  per l'ultima volta  il viso del suo amore; avendo infranto la promessa la perse per sempre.

Perchè Orfeo si voltò? Perchè non credette, non ebbe un atteggiamento di fiducia.

Egli non crede, voltandosi nega la fiducia ai regnanti dell'Ade. L'atteggiamento di fiducia deve nascere nello Scorpione, che evolvendosi si consoliderà infine nel Sagittario.

Orfeo non ha fiducia in Ade, non pensa che in lui possa esserci qualcosa di buono, lo vede solo come il dio dell'ombra e con il suo atteggiamento di sfiducia si sintonizza sul suo lato oscuro. Mentre Euridice realmente e silenziosamente lo stava seguendo, Orfeo si condanna da solo all'inferno.

Lo Scorpione nel suo percorso evolutivo dovrà imparare a scoprire la ricchezza che si cela nell'ombra per poi portarla alla  luce della consapevolezza acquisendo quella fiducia indispensabile per elevarsi ad una nuova comprensione; quella che produrrà la trasformazione necessaria per non soggiacere più alla propria parte inferiore.

"Dio disse:

A te Scorpione,

affido il compito di purificare e di eliminare gli ostacoli.

Dovrai rimuovere e far morire

tutto ciò che impedisce la realizzazione del mio Piano,

affinchè sia dato spazio a tutto ciò che che è puro e nobile.

Così comincerai da te stesso:

imparerai a morire e a rinascere dalle tue ceneri;

poi insegnerai all'uomo a fare altrettanto.

Affinchè tu possa assolvere il tuo compito,

ti dono i talenti della volontà, dell'intuizione e della trasformazione.

Usali con amore e non dimenticare che intolleranza,

separatività e passioni incontrollate

saranno grandi ostacoli lungo il tuo cammino.

Pieno di mistero, Scorpione ritornò al suo posto."

tratto da " La missione dei dodici eroi" di Rita Casati