Il Mito del LEONE

 

 

Nel Leone è la forza solare quella che ci viene incontro in questo segno, la potenza dell'io in tutta la sua manifestazione creativa, espressione libera ed autentica di ciò che è.

La parola chiave del Leone è “ creatività attiva”.

Il Sole domina il nostro cervello,sede della mente chiarificatrice.Il limite di questo segno è nell'inflazionare l'ego, come conseguenza di una presa di coscienza erronea del proprio potere personale.

Il mito del segno del Leone racconta l'ostacolo che incontra l'io nel suo sviluppo e viene rappresentato dall'uccisione del leone di Nemea, perpetrata da Ercole. Ma chi è Ercole? E perchè così intensamente ci colpisce la sua figura? Egli rappresenta l'eroe per antonomasia, colui che sconfiggendo il proprio ego e riportandolo nei ranghi acquistò la piena coscienza di sé.

Per ritrovare se stesso Eracle dovrà superare dodici prove, si dovrà sottomettere alla volontà di Euristeo e dovrà seguire il percorso che lui gli indicherà.

La prova di Ercole più famosa, conosciuta da tutti è l'uccisione del leone di Nemea; nel mito si racconta che in quella contrada un leone uccideva gli uomini, faceva razzie continue ed era impossibile prenderlo. Era invulnerabile a qualsiasi arma e soprattutto il suo rifugio era una caverna con due uscite e non si sapeva in quale punto fosse.

Il leone rappresenta la forza cieca, non ancora consapevole dei propri istinti; in questo segno c'è tutta la forza dell'energia vitale che non si dovrebbe usare soltanto per fini egoistici.

Nell'Allegoria al Leone viene dato il compito di mostrare lo splendore della creazione, ma gli si raccomanda anche di non peccare di orgoglio, sentendosi così il creatore della vita e usando con baldanza la propria forza.

L'atteggiamento del Leone di tipologia inferiore è quello del “re della foresta”, impegnato soltanto a gratificare se stesso, senza riuscire a realizzare un reale rapporto con gli altri.

L'immagine che ne deriva è quella del potere personale senza ricettività comprensiva; incentrato solo su se stesso.

Nel mito di Nemea,La caverna del leone  aveva due aperture; in questo segno c'è l'arrivo all'individuazione che è data dalla sintesi dei valori maschile-femminile, l'essenza femminile materna fatta di ricettività e comprensione e l'essenza del maschile fatta di logica ed azione.

Ercole sconfisse il leone con le proprie mani senza arma alcuna, grazie al suo straordinario coraggio. La parola “coraggio” vuol dire appunto “ agire col cuore”, e questa è stata la sua arma più potente.

Il cuore rappresenta il punto più vitale dell'uomo; nelle antiche tradizioni misteriche la via del cuore, chiamata anche la via di mezzo, ha a che fare con la realizzazione del ritmo vitale. La vita è energia e segue i suoi ritmi; il compito di questo segno è di intonare il proprio io al ritmo cosmico, per vivere con pienezza la propria natura inserendola armoniosamente nel sociale(come rivela il segno opposto Acquario).

Il vestito di Ercole divenne la pelle del leone, egli superando l'orgoglio ed il potere personale che non tiene conto degli altri, aveva integrato la propria energia in senso attivo.

La pelle del leone sta a ricordare che i propri istinti non devono essere schiacciati ma portati ad una coscienza superiore.

In questo segno viene dato all'uomo il compito di assimilare ed utilizzare le energie solari in senso spirituale, come chiarificatore e pacificatore dell'elemento vitale ma per fare questo bisogna superare la prova dell'orgoglio, acquisendo consapevolezza del nostro vero sè.

In questo segno può realizzarsi quello che gli antichi chiamavano “ io sono quello che sono” ossia quell'illuminazione che permette di avere la vera visione dell'anima, che risiede nel nostro cuore e che altro non è che la sede del ritmo cosmico.

L'illuminato che ha trovato il centro di se stesso, la sua reale origine ed il suo reale potere personale.

" Dio disse:

A te Leone

do il compito di manifestare la magnificienza del creato.

Dovrai percepire la grandezza della mia opera

e mostrare agli uomini il suo splendore

perchè questi ammirandola possano ritrovare Me.

Il tuo è un grande compito.

Affinchè tu lo possa svolgere,

ti dono i talenti del potere, della generosità e della sicurezza.

Usali con distacco,

senza dimenticare che stai celebrando la mia gloria e non la tua.

Non permettere mai che gli ostacoli della presunzione,

dell'orgoglio e dell'arroganza

ti impediscano di udire la mia voce

e di scoprire la scintilla divina che ho riposto nel tuo Cuore.

E Leone, con incedere regale, ritornò al suo posto."

tratto da " La missione dei dodici eroi" di Rita Casati