Il Mito del CAPRICORNO

 

 

La freccia scagliata verso l'alto del Sagittario trova così il culmine della vetta rappresentato dal Capricorno.

Il Capricorno è il segno della maturità dell'uomo, che riconosce se stesso attraverso il distacco dal passato e dall'emotività.

La determinazione di Saturno, il suo pianeta dominante, toglie ciò che è sovrastrutturale nel cammino interiore e lascia emergere solo ciò che è essenziale e sostegno dell'io.

Se nel Cancro si guardava con emozione alla fertilità della madre, alla sua vita interiore  ed ai sentimenti, qui si trovano le regole che informano la vita:il limite viene messo da questo segno che farà sviluppare all'individuo la determinazione per poterlo così superare.

Il Capricorno, ultimo segno di Terra, rappresenta lo sforzo della materia verso l'elevazione al cielo, la valle nel culmine dell'altezza trova la sua connotazione, guardandosi dall'alto, diventa per così dire testimonianza di ciò che è.

Qui l'io supera se stesso attraverso la funzione del testimone ed infrange i legami con il passato, superando nel distacco le emozioni ed i sentimenti che glielo impedirebbero grazie a Saturno, Kronos in greco, ovvero il dio del tempo.

In questo segno infatti c'è la coscienza di ciò che un'azione fatta oggi diventerà domani; c'è la comprensione delle leggi di simultaneità di causa-effetto.

I doni più belli del Capricorno infatti si realizzano nella maturità; è un segno che cresce in forza giorno dopo giorno, si può dire che la comprensione della ciclicità del tempo, giochi a suo favore, una volta compresi i ritmi dell'esistenza.

La sua forza si basa sulla conoscenza che viene dall'esperienza di colui che osserva, analizzando con distacco e rigore e pianificando le mosse volte a raggiungere i propri obiettivi.

I doni di Saturno infatti sono resistenza e determinazione, pazienza e tenacia, serietà e discernimento.

Il mito del segno è quello della capra Amaltea che nutrì con il suo latte Giove. Quando egli nacque, la madre Rea diede da mangiare a Zeus una pietra, e nascose il bambino sull'isola di Creta, in una grotta sul monte Ida, affidandolo alle cure delle ninfe, che lo allevarono con il latte della capra Amaltea. Si narra inoltre, che un giorno Amaltea si ruppe un corno, Zeus lo raccolse e lo usò per elargire frutti e miele alle ninfe, e così nacque la Cornucopia: il corno dell'abbondanza.

Amaltea diede nutrimento ma fu sacrificata e assunta come costellazione celeste. 

Essa svolse il suo ruolo accettando il proprio destino; sacrificò se stessa per adempiere al suo compito; essa è l'Unicorno, la capra delle vette, che realizza il distacco da se stessa e dai suoi istinti inferiori.

Chi non supera la prova del distacco rischia di diventare un “saturnino”, corazzato e chiuso ai sentimenti, che cercherà di affermare se stesso per controbilanciare la non accettazione della sua profonda emotività.

Egli indirizzerà i suoi sforzi verso una realizzazione personale che non terrà conto  degli altri. Non li accetterà, così come non è stato in grado di accettare il proprio mondo interiore fatto di emotività e sentimenti che verrà allora relegato nell' ombra.

Il glifo del Capricorno è una capra con la coda di pesce, che sta a ricordare le sue origini, il mondo da cui proviene e solo integrando il lato d'ombra rappresentato dal segno opposto, il Cancro; il Capricorno potrà evolversi e realizzare la saggezza acquisita da un uomo che ha realizzato il distacco dalle cose del mondo, dopo averle comprese nel suo cuore e non più solo nella mente.

Come la capra Amaltea che si sacrificò, comprenderà il vero significato di questa parola che deriva da “sacrum facere” ovvero farsi sacro riconoscendo in profondità e rispettando la sacralità della vita.

"Dio disse:

A te Capricorno

do il compito di essere e affermare la mia Idea.

Dovrai imparare a liberarti da tutto ciò che non sei,

per poter alla fine scoprire chi veramente sei, e quando avrai capito di essere Anima,

potrai affermare te stesso ed il mio Piano.

Il tuo compito è certamente duro e faticoso,

ma affinchè tu lo possa adempiere

ti dono i talenti della disciplina, della tenacia e del distacco.

Nel metterli a frutto fai però attenzione

che il peso della tua mente non schiacci quello del tuo cuore,

perchè allora ambizione, durezza e pessimismo

renderanno il tuo viaggio aspro e faticoso."

Con aria seria,Capricorno ritornò al suo posto.

tratto da "La missione dei dodici eroi" Di Rita Casati