Il Mito dell' ARIETE

 

L'Ariete è il segno dell'inizio della Primavera; il periodo in cui le forze della natura si sprigionano attivamente, dalle forze dell'Inverno nasce la Primavera, ciò che era immanifesto fino a quel momento, nell'Ariete trova la sua manifestazione.

E' il tempo dello slancio vitale, ogni essere nato in quel periodo avrà impresso in sé lo stesso slancio, quella stessa volontà d'esistere. Ogni individuo per esistere deve voler esistere, per questo la volontà è la determinante istintiva dell'Ariete. Le forze della volontà agiscono attraverso l'istinto. E' il primo segno che apre la via dello Zodiaco, davanti a sé non ha nulla: tutto è da costruire.

Nell'allegoria dei dodici segni gli è stata donata” la stima di se stesso”, perchè se non ci si stima non si può intraprendere azione alcuna, fidare in sé stessi è lo stesso che fidarsi dell'esistenza.

Nel mito si narra che in Tessaglia una Dea di nome Nefele, “la nuvola”, era andata  dal re Atamante e lo aveva scelto per marito. Nefele diede così ad Atamante due figli: Frisso, il ricciuto ed Elle. Il re però si allontanò dalla dea e prese una moglie terrena, dal nome Ino.

La matrigna non amava i figli e per liberarsi dei due fanciulli fece seccare segretamente il grano,in seguito furono inviati messi all'oracolo di Apollo per chiedere cosa si dovesse fare ed Ino ,corruppe i messi affinchè dicessero che l'oracolo aveva ordinato di sacrificare proprio i figli di Nefele.

Così Euripide racconta l'accaduto nella tragedia “Frisso”: Quando furono chiamati dal loro padre Atamante stavano pascolando gli armenti e fu allora che uno degli arieti, forse mandato da Giove o dalla stessa Nefele, cominciò a parlare. Era quello un ariete prodigioso dal vello d'oro e svelò ai due fratelli l'intenzione omicida del padre e l'oscuro raggiro della matrigna. I due salirono in groppa all'ariete e cominciò il loro viaggio oltre le nuvole.

L'ariete prese la direzione della Colchide, ma il fato aveva deciso che solo uno di loro avrebbe portato a termine il viaggio. Elle si addormentò e cadde in mare, che da allora prese il nome di Ellesponto.

Nella prima analisi del mito si nota la difficoltà del contatto con le forze femminili; l'Ariete è un segno maschile, di fuoco, sorretto da Marte dove mal si colloca l'elemento femminile, le forze ricettive sono sovrastate dall'azione ed i valori maschili hanno il sopravvento.

La caduta di Elle nel mare rappresenta l'immersione inconscia del femminile e la rimozione di tale valore. L'azione dell'io prende così una forma istintiva, priva della ponderazione ,che tende ad indirizzare gli sforzi dell'azione soltanto nel presente.

Nell'Ariete i valori di autoaffermazione personale tendono a non tener conto degli altri. La comprensione e l'adattabilità proprie dell'elemento femminile non sono scontate, così come l’agire facendo gioco di squadra; ogni azione è per lui una sfida ed in questa non tiene conto né degli altri e né di se stesso.

Qui tutte le forze vengono raccolte per superare l'ostacolo che gli si presenta senza ponderare le conseguenze future delle sue azioni.

La storia di Frisso si conclude in Colchide, il paese di Eete, figlio del Sole. Lì prese in moglie Calciope, la figlia di Eete, e l'Ariete dal vello d'oro venne sacrificato a Zeus Fixios, salvatore dei fuggitivi.

Frisso è accolto dal figlio del Sole, è divenuto un essere cosciente che non è più vissuto dalla forza vitale, ma la indirizza verso un luogo, uno scopo preciso, la “Colchide”.

All'inizio della storia l'ariete gli parla e gli rivela l'oscura trama dei suoi genitori. Simbolicamente questo fatto rivela che attraverso le forze istintive s'esprime il destino, spesso non sappiamo il perchè delle nostre attrazioni, o il perchè delle nostre azioni; un istinto ci guida e quest'istinto ha in sé l'apporto di forze superiori ed è da queste sostenuto e nutrito. Le forze istintive vanno indirizzate verso le regioni più alte, vanno collegate alle regioni dei sentimenti e del pensiero, risvegliate come forze di volontà divine e non come forze di potere. Quando Elle precipita in mare, l'ariete conforta Frisso e lo placa, Frisso deve accettare questa perdita. L'accettazione è l'arrivo evolutivo dell'Ariete, per non fare più a braccio di ferro con l'esistenza ma per comprenderne il significato profondo, allora in tutta la sua vastità s'aprirà il confine del mondo interiore alla luce della chiarezza spirituale.

La parola sacrificio significa “sacrum facere”, l'Ariete, simbolo di forza , dignità, e di caparbietà attraverso un atto sacro ascende con tutta la sua forza verso le regioni superiori, e qui l'autoaffermazione diventerà autorealizzazione per la manifestazione attiva della coscienza dell'io.

L'Ariete, essendo il primo, paga a proprie spese gli agguati della vita ma l'Ariete è nella sua irruenza un puro, ha davanti a sé un sentiero da aprire, l'unica cosa che conosce è la propria energia ed il proprio coraggio, le insidie non le mette in conto; egli è il pioniere che opera secondo l'istinto, senza mezzo alcuno; per questo è difficile essere dell'Ariete, perchè la missione del pioniere è sempre molto pericolosa.

Ma se riesce a gestire lo slancio attivo di Marte, arriverà alla terra promessa.

Nell'allegoria viene data all'Ariete l'azione senza domanda, egli è così un seminatore, che spesso non raccoglie ciò che ha seminato, poiché la sua missione è di portare vita ed energia luminosa ovunque.

"E Dio disse:

A te Ariete affido il compito di dare inizio alla mia opera.

Imparerai ad usare il tuo fuoco interiore per far nascere cose nuove.

Fa che queste riflettano il mio piano, e non i tuoi desideri personali.

Il tuo è un compito arduo e rischioso

per affrontarlo ti dono i talenti del coraggio

della fiducia e dell'iniziativa.

Coltivali e usali con discriminazione e gentilezza.

Non permettere che impazienza, avventatezza e prepotenza

diventino ostacoli così grandi da accecare la tua mente e il tuo cuore

Con occhi sprizzanti di energia,Ariete ritornò al suo posto."

da "La missione dei dodici eroi" di Rita Casati